La teoria della Relatività Generale descrive con straordinaria efficacia i fenomeni che osserviamo nell'Universo, dalle orbite dei pianeti all'equilibrio stellare, dai buchi neri al Big Bang. Alle soglie del suo novantesimo compleanno, è tuttavia ancora aperto il problema della sua natura classica, cioè non quantistica. 

Infatti, in parallelo alle sue conferme sperimentali, durante tutti questi anni si è andata via via affermando una descrizione della natura a livello microscopico che è basata in modo fondamentale sulla Meccanica Quantistica, la teoria sviluppata per descrivere i fenomeni atomici. Applicare in modo naïf i fondamenti della Meccanica Quantistica alla Relatività Generale significa rinunciare all'idea dello spaziotempo classico, liscio e continuo, per sostituirlo con un concetto quantistico, in cui lo spaziotempo è qualcosa di discreto, costituito a partire da quanti minimi: "grani di spazio" che, fluttuando a causa dell'indeterminazione quantistica, compongano una sorta di "schiuma spaziotemporale", per usare l'espressione coniata da John Wheeler negli anni Sessanta. Finora, qualsiasi tentativo di applicare queste idee alla Relatività Generale si è arenato su forma1ismi matematici mal definiti e interpretazioni fisiche oscure. 

Alla fine degli anni Ottanta è finalmente emersa una teoria che riesce a dare un senso a questa descrizione. Al prezzo, però, di proporre una visione del tutto nuova della natura, nella quale lo spaziotempo è formato da un network di punti e di linee che connettono tali punti; ogni punto trasporta un "grano di spazio" e le linee esprimono le relazioni spaziali tra di essi. Carlo Rovelli è il co-fondatore di questa teoria, detta Loop Quantum Gravity, o gravità quantistica a loop, che si presenta come un tentativo consistente di dare una descrizione quantistica della gravità. 

Questo tentativo è alternativo e radicalmente diverso da quello proposto dalla ben più nota teoria delle stringhe, e ha il vantaggio di essere più vicino allo spirito della Relatività Generale. Di conseguenza ha lo svantaggio di discostarsi di molto da quel linguaggio, tipico della teoria delle particelle, che attraverso i successi delle sue previsioni ha portato, negli anni Settanta, alla costruzione del Modello Standard. 

Quest'onda di successi si è purtroppo arrestata, ormai da trent'anni, ed è opinione dell'autore che nuove e radicali idee siano necessarie per smuovere la situazione d'impasse che si è venuta a creare: 

"Se da un lato la società ha bisogno di uomini d'ordine, che garantiscono la stabilità, ma frenano la storia, dall'altro ha bisogno di uomini che vivono di sogni e si lanciano alla scoperta di nuovi mondi, nuove idee, nuovi modi di guardare e comprendere la realtà". 

In questa breve opera divulgativa l'autore ripercorre i passi della sua carriera, mescolando una gustosa autobiografia con una chiara esposizione divulgativa della teoria. Lo stile, più vicino a quello di una narrazione che di un testo scientifico, permette al lettore anche meno esperto di essere avvicinato a queste nuove e radicali idee attraverso quello che è stato il percorso dell'autore stesso. L'avanzare parallelo della sua storia personale insieme con la maturazione della teoria, permette di cogliere il succo di quello che è il mestiere del fisico teorico: i risultati si vedono nascere tra i viaggi e le persone incontrate, con cui discutere e scambiarsi idee e suggerimenti. Le riflessioni di Rovelli sono di grande valore sia per chi è incuriosito da queste persone stravaganti che passano la vita davanti a una lavagna, sia per un giovane che davanti a quella lavagna vorrebbe spendere la sua di vita, e ha bisogno di qualche consiglio.

Le Stelle, dicembre 2004, n. 24, pag. 88, recensioni

Simone Speziale